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Esami di Stato 2016/17 – FAQ

I CICLO
Chi deve compilare la scheda di certificazione delle competenze di cui alla C.M. 3 del 2015 ?

Il modello di certificazione delle competenze va compilato dalle scuole che hanno formalmente aderito alla sua adozione sperimentale già dall’anno scolastico 2015/16. Esse, in base alla nota DGOSV n. 2000 del 23/02/ 2017, possono continuare tale sperimentazione, previa trasmissione all’Ufficio Scolastico Regionale di competenza della delibera del Collegio dei Docenti. Le scuole, che non avevano ancora aderito e che lo hanno fatto, nelle medesime modalità, entro il 20 marzo 2017, devono compilare la certificazione per tutte le classi dell’Istituto, sia per la scuola primaria sia per la scuola secondaria di primo grado. Nella scuola secondaria di primo grado, il documento di certificazione viene redatto in sede di scrutinio finale solo per gli alunni ammessi all’Esame di Stato e consegnato alle famiglie a seguito di esito positivo ( Linee guida per la certificazione delle competenze nel primo ciclo di istruzione – Allegato alla nota DGOSV  n. 2000 del 23/02/ 2017). Per gli alunni con disabilità, esso viene compilato solamente per gli ambiti di competenza coerenti con gli ambiti previsti dal PEI, mentre per gli allievi con DSA, dispensati dalle prove scritte di lingua straniera, si fa riferimento alla sola dimensione orale della disciplina. Per gli alunni con DSA, esonerati dall’insegnamento della lingua straniera, ai sensi del decreto ministeriale 12 luglio 2011, non viene compilata la relativa sezione.

Se la classe è una classe-campione per le rilevazioni nazionali è previsto l’intervento dell’osservatore esterno durante gli Esami di stato?

Nelle classi oggetto di rilevazione  a campione, il ruolo dell’ osservatore esterno è esercitato dal Presidente di commissione. Egli ha l’impegno di essere sempre presente durante lo svolgimento della prova insieme esclusivamente ai docenti vigilanti, ai docenti di sostegno ove necessario ed eventualmente al vicepresidente, che non sia però un docente delle discipline di cui si sta svolgendo la prova. Inoltre il Presidente deve vigilare sulla correzione della prova nazionale in modo costante e ininterrotto, compreso l’utilizzo tassativo ed esclusivo di penne ad inchiostro rosso (Allegato tecnico alla nota DGOSV 4757 del 2/05/2017) e la perfetta corrispondenza tra risposta dell’ allievo, la correzione delle risposte aperte e quanto effettivamente inserito nella maschera elettronica disponibile il giorno di svolgimento delle prove nazionali sul sito dell’Invalsi.

Nel caso di un docente commissario che deve assentarsi per un breve periodo durante gli Esami di stato cosa succede?

Se un docente commissario deve assentarsi per un breve periodo è necessario adottare accorgimenti  organizzativi che garantiscano  la presenza di tutti i commissari nei momenti in cui questo è previsto (ad esempio la ratifica delle prove scritte, il colloquio, ecc.). Sarà il Presidente a sostituire il docente interessato con un docente interno della stessa disciplina che già fa parte della Commissione, compatibilmente con l’organizzazione e la gestione delle prove. Se ciò non è possibile il Presidente può ricorrere ad un docente della scuola non impegnato negli esami, ovviamente della stessa disciplina oppure in possesso di abilitazione corrispondente anche se nella scuola è titolare in un’altra classe di concorso. Qualora non ci fosse disponibilità in questo senso si ricorre ad una supplenza temporanea, effettuata però non dal Presidente di commissione ma dal Dirigente della scuola. In quest’ultimo caso si preclude la possibilità di riaffidare l’incarico al titolare che dovesse terminare la sua assenza durante il periodo degli esami.

La scelta della scuola in cui effettuare gli esami per i candidati esterni a chi compete?

Le domande dei candidati esterni devono essere indirizzate al Dirigente scolastico della scuola prescelta, il quale è tenuto ad accettarle. Lo stesso deve comunicare per iscritto l’accoglimento o il motivato non accoglimento delle domande agli interessati, informando l’Ambito Territoriale competente in caso di eccedenza di domande. Se il numero delle richieste di candidati esterni nella medesima scuola è eccessivo il Dirigente dell’Ambito Territoriale competente provvederà ad inviare i candidati in altre scuole, in accordo con i relativi Dirigenti e comunicandolo agli interessati , secondo il criterio della provenienza didattica e poi della provenienza territoriale. È invece compito del Presidente della la Commissione ripartire candidati esterni tra le sottocommissioni ( O.M. 90/2001).

L’allievo disabile con PEI e programmazione differenziata, che consegue il solo attestato di credito formativo deve essere presente a tutte le prove?

Premesso che l’art. 16 della legge 104/92 e l’art.9 del Dpr 122/2009 indicano che nella scuola dell’obbligo sono predisposte, sulla base degli elementi conoscitivi forniti dal CdC prove d’esame corrispondenti al percorso effettuato, qualora il CdC decidesse di non far svolgere alcune prove, i crediti verranno attribuiti sulla base di tale percorso. È necessario però che il CdC faccia un’attenta riflessione sulle disposizioni contenute nelle norme citate sulle prove differenziate, comprensive delle prova a carattere nazionale Invalsi, idonee a valutare il progresso dell’alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali.



II CICLO
È possibile inserire in Commissione d’esame un docente di sostegno come membro aggiunto per tutta la durata dei lavori? Quali i criteri per la sua nomina?

Premesso che il Consiglio di classe può designare quale commissario interno anche un docente di sostegno, purché sia i possesso (CM n°29 del 13 febbraio 2014) della specifica abilitazione e che, prima di svolgere l’attività di sostegno, sia stato in una delle condizioni indicate dall’art. 5 del DM n°6 del 17 gennaio 2007, la nomina, quale esperto esterno, del docente di sostegno è valutata dalla Commissione d’esame al momento del suo insediamento. Poiché infatti la normativa non ne preveda la presenza obbligatoria, la quasi totalità dei Consigli di classe nel cosiddetto Documento del 15 maggio ne fa richiesta. Le Commissioni in realtà si sono sempre dimostrate disponibili a tale integrazione, prevedendo di avvalersi di questa figura secondo quanto oggi previsto dall’ art. 22 comma 3 dell’OM n. 257 del 4 maggio 2017 : “Per la predisposizione delle prove d’esame, la commissione d’esame può avvalersi di personale esperto”. Il testo dell’ordinanza ribadisce dunque che la decisione se avvalersi o meno di tale figura professionale spetta solo alla Commissione e non al DS della scuola interessata né tanto meno agli stessi insegnanti di sostegno. Poiché la stessa ordinanza di seguito recita “per il loro [le prove d’esame]svolgimento la stessa si avvale, se necessario, dei medesimi operatori che hanno seguito l’alunno durante l’anno scolastico”, appare chiaro che la Commissione può decidere di avvalersi non dell’insegnante di sostegno, ma di un operatore che ha lavorato con l’allievo durante l’anno o dell’assistente alla comunicazione e all’autonomia o ancora di un docente disciplinare del Consiglio di classe non impegnato negli Esami di Stato.  La Commissione , però in questo caso, si assume , motivandola, la responsabilità di una scelta diversa rispetto al nominativo indicato nel documento del 15 maggio, in quanto tale variazione potrebbe comportare un peso emotivo maggiore sull’allievo disabile. Anche in caso di non accoglimento della richiesta di nomina, in quanto i commissari interni assicurano ugualmente il sereno svolgimento delle prove, tale scelta va motivata. Più facilmente accade, invece, che il docente individuato sia indisponibile in quel momento. La Commissione a questo punto, sempre per tutelare il diritto del candidato disabile al sereno svolgimento dell’ esame e al maggior supporto possibile, farà un’attenta valutazione della situazione e individuerà una delle figure professionali sopra citate. Infine, poiché l’OM parla di “medesimi operatori”, dunque al plurale, è anche possibile nominare un operatore diverso per ogni tipo di prova. Va però chiarito e qui rispondiamo al nocciolo del quesito posto, che tali soggetti non rivestono il ruolo di commissari e che dunque essi non partecipano alla riunione preliminare né alle correzioni delle prove scritte né alla valutazione. Il loro compito è quello di supporto e di assistenza del singolo allievo durante l’espletamento delle prove scritte e orali.

Se il PDP prevede per un DSA delle misure dispensative per la lingua straniera, è possibile prevederle in sede di Esame di stato?

In sede preliminare è utile ricordare la differenza tra “esonero” e “dispensa”, poiché proprio a questi concetti fa riferimento l’ art. 23 dell’OM n. 257 del 4 maggio 2017. Con esonero si intende l’autorizzazione a non affrontare lo studio di una disciplina in relazione alle difficoltà indicate dalla diagnosi, mentre per dispensa si intende l’autorizzazione ad affrontare lo studio di una disciplina attraverso le modalità richieste nel PDP. In particolare per quanto riguarda l’Esame di Stato l’OM testé indicata fa riferimento, per quanto riguarda la lingua straniera, ad ambedue i casi . Al comma 2 dell’art. 23 si indica che coloro che hanno svolto durante l’anno un percorso differenziato, con esonero dell’insegnamento della/e lingua/e straniera/e possono svolgere prove differenziate. Va ricordato che in questo caso il percorso è finalizzato solo al rilascio dell’attestazione (DPR 323 del 1998, art. 13) e che il riferimento a tali prove differenziate va indicato solo nell’attestazione e non nel tabellone affisso all’albo dell’Istituto. Al comma 3,art. 23 della medesima circolare si ribadisce invece che per i candidati con certificazione di DSA che hanno svolto un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte ordinarie di lingua/e straniera/e la Commissione dovrà prevedere, se essa è oggetto della seconda prova, una prova orale sostitutiva della scritta. Tale prova, condotta secondo le modalità e i contenuti indicati nella documentazione fornita dal consiglio di classe, sarà svolta al termine della seconda prova o nel giorno successivo ( purché compatibile con la pubblicazione dei punteggi complessivi delle prove scritte). Il punteggio, in quindicesimi, viene attribuito dall’intera commissione a maggioranza, compreso il presidente, secondo i criteri di conduzione e valutazione previamente stabiliti in apposita o apposite riunioni e con l’osservanza della procedura di cui all’articolo 20, comma 7 dell’OM n°252 del 9 aprile 2016. Se la/e lingua/e straniera/e sono coinvolte nella terza prova scritta gli accertamenti relativi a tali discipline saranno svolti in forma orale nello stesso giorno dedicato alla terza prova o in un giorno successivo, purché compatibile, come si è detto, con i tempi di pubblicazione dei punteggi complessivi delle prove scritte. Le valutazioni delle prove orali che sostituiscono le prove scritte di lingua straniera nella terza prova, concorrono alla determinazione del punteggio da attribuire a quest’ultima.

Tra i candidati da esaminare c’è un allievo con DSA che ha la dispensa per le lingue straniere. Questa dispensa è estendibile anche al latino e al greco?

La confusione in questo senso deriva dalla Nota  4674 del 10 maggio 2007, in cui si legge:  “si richiama l’attenzione sul fatto che gli specifici disturbi di apprendimento rendono spesso difficile lo svolgimento di prove scritte che non si effettuano nella lingua nativa. Le prove scritte di lingua non italiana, ivi comprese ovviamente anche quelle di latino e di greco, determinano obiettive difficoltà nei soggetti con disturbo specifico di apprendimento, e vanno attentamente considerate e valutate per la loro particolare fattispecie con riferimento alle condizioni dei soggetti coinvolti.” La nota però è stata espressamente abrogata dal DM 5669 del 2011, art 10. Resta sempre la possibilità, se espressa nel PDP dell’uso di strumenti compensativi (quali i dispositivi per l’ascolto della prova in formato “MP3”, l’utilizzo di un membro della commissione per la lettura dei testi delle prove, inserimento del testo su supporto informatico ai fini dell’utilizzo della sintesi vocale, ecc.) e di tempi più lunghi.

Sono previste misure compensative o dispensative per i candidati con BES?

Per i candidati che con BES, che sono stati formalmente individuati dal consiglio di classe, la Commissione dovrà tener conto degli elementi forniti dal Consiglio di classe, individuate nel PDP o  in altre documentazioni predisposte ai sensi dell’articolo 5 del decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011 sulle modalità didattiche e sulle forme di valutazione adottate in corso d’anno. È dunque previsto, per questa tipologia di problematica, il ricorso a misure compensative ma non a misure dispensative in sede di esame. A tal proposito si richiamano le disposizioni contenute nel già citato decreto ministeriale n.5669 del 12 luglio 2011 e nelle Linee Guida ad esso allegate.

Se un candidato non supera l’esame di Stato è possibile avvertirlo prima della pubblicazione degli esiti?

In questo caso vanno fatte due distinte considerazioni. Una sulla base della normativa che regola gli esami di Stato conclusivi del I grado e del II grado e un’altra che interroga il buon senso e la professionalità dei membri della Commissione stessa. Per quanto riguarda le considerazioni basate sulla normativa si deve sottolineare che La CM 48 del giugno 2012, che la nota 3587 MIUR del 3 giugno 2014  indica come il testo da cui resta disciplinato l’esame di Stato del I ciclo, così recita : “In caso di mancato superamento dell’esame, le istituzioni scolastiche adottano idonee modalità di comunicazione preventiva alle famiglie dei candidati”. Non si trova invece, nella normativa di riferimento, analoga indicazione per quanto riguarda l’esito negativo degli esami di stato del II ciclo. Detto questo è però opportuno che la Commissione, guidata in questo processo dai commissari interni, che meglio conoscono le caratteristiche psicologiche dell’allievo, mettano in campo tutte le modalità possibili affinché si eviti che l’allievo più debole e fragile si trovi da solo ad affrontare una valutazione negativa, senza nessun  supporto.

È errato procedere alla correzione delle prove scritte per aree disciplinari?

La Commissione d’esame può operare per aree disciplinari ai fini della correzione della prima e della seconda prova scritta ai sensi del DM n. 319 del 29 maggio 2015. Tale documento, all’art.1 recita:

“1. Ai fini della correzione delle prove scritte, le materie dell’ultimo anno dei corsi di studio della scuola secondaria superiore sono raggruppate nelle aree disciplinari di cui alla tabella allegata, facente parte integrante del presente decreto.

  1. Ferma restando la responsabilità collegiale delle Commissioni d’esame, le stesse possono procedere, operando con riferimento alle aree disciplinari di cui alla tabella sopracitata.
  2. L’organizzazione dei lavori per aree disciplinari può essere attuata solo in presenza di almeno due docenti per area”

Si sottolinea dunque che, benché sia possibile operare per aree disciplinari (mai da soli), la responsabilità rimane collegiale. Al Decreto sono allegate le tabelle di raggruppamento per aree disciplinari delle materie dell’ultimo anno di corso di ogni indirizzo di studio .

Limitatamente ai corsi sperimentali del previgente ordinamento si applica il DM n. 358 del 18 settembre 1998.

L’ OM n°257 del 4 maggio 2017, all’art. 12 co.4 ricorda inoltre che  la definizione dei criteri di correzione e di valutazione delle prove scritte, compresa la possibilità di procedere per aree disciplinari, vanno opportunamente motivate e verbalizzate nella riunione preliminare.

La correzione della terza prova scritta deve essere invece svolta collegialmente (DM n°429 del 20 novembre 2000, art.3 co. 5)

Per i corsi ESABAC e per i Licei con opzione internazionale è possibile rideterminare il punteggio con esclusione della quarta prova?

Il percorso ESABAC permette di conseguire simultaneamente, grazie ad un accordo tra Italia e Francia firmato nel 2009, due diplomi: quello di scuola superiore italiano e il baccalaureato francese. Per questo viene prevista una quarta prova, calendarizzata nell’ O.M. n. 252 del 19 aprile 2016, art. 12. Tale prova viene prevista anche per i licei con sezioni ad opzione internazionale spagnola, tedesca e cinese.
Nel percorso intrapreso è una prova obbligatoria. Si tratta di una prova articolata: nelle prime quattro ore si somministra la prova di letteratura e, dopo una breve pausa, per altre due ore si svolge la prova di storia.
La valutazione di questa prova secondo il D.M. n. 95 del 2013, art. 3, deve vedere l’apporto congiunto almeno del docente di storia e del docente di letteratura francese (o di esperti esterni).
Il voto della quarta prova si calcola in quindicesimi facendo la media del voto in quindicesimi della prova di letteratura e il voto in quindicesimi della prova di storia. Se il voto complessivo della quarta prova contiene frazioni pari a 0,50 o superiori si effettua l’arrotondamento all’intero più alto, se invece contiene frazioni minori di 0,50 si effettua l’arrotondamento all’intero più basso. Il voto totale della quarta prova non è autonomo, ma concorre alla costruzione del voto della terza prova con cui fa media. Se il punteggio globale della parte specifica dell’esame ESABAC (scritto e orale calcolati con la procedura prevista dal D.M. n. 95/2013) è inferiore a 10/15, la commissione, all’atto dello scrutinio finale, ridetermina il punteggio della terza prova scritta senza tenere conto della quarta prova scritta (un secondo verbale servirà a documentare tale rideterminazione).

È possibile sospendere l’attività della Commissione per permettere ad un commissario l’espletamento della prova di un concorso (o della prova finale dei PAS)?

La questione proposta va inquadra nella più generale normativa che riguarda le assenze consentite per i membri delle commissioni dell’Esame di stato e le modalità per la loro sostituzione. Non è consentito lasciare tale l’incarico, che si configura come obbligo inerente lo svolgimento delle funzioni proprie del personale direttivo e docente della scuola, a meno che non ci siano motivi di legittimo impedimento, debitamente documentati al dirigente dell’USR competente (DM. n° 6 del 17 gennaio 2007, art 12). Il dirigente dell’USR provvede alla sostituzione dei soli componenti esterni tenendo conto, ove possibile, dell’elenco dei non nominati e dei criteri definiti dallo stesso DM. I commissari interni vengono invece sostituiti dal Dirigente scolastico (art. 16).

In particolare la Direzione generale per gli Ordinamenti Scolastici e l’Autonomia Scolastica, con nota n°3913 del 12 giugno 2014 ha chiarito che coloro che sono impegnati, per più di una giornata nelle fasi conclusione dei Percorsi Abilitanti Speciali, possono essere sostituiti dagli USR, previa documentata richiesta e attento esame del caso.

Nel caso di assenza temporanea (non più di un giorno) sono possibili due casi. Se l’assenza riguarda il periodo della correzione degli elaborati scritti si prosegue con i lavori della Commissione, che dovrà assicurare la presenza  del Presidente (o del suo sostituto) e la correzione per aree disciplinari di almeno due commissari. Se invece l’assenza riguarda il periodo dei colloqui, poiché essi devono svolgersi alla presenza dell’intera commissione, le operazioni d’esame devono essere interrotte. In quel caso e soprattutto se è assente il presidente  (che deve essere sostituito dal commissario prescelto in sede di riunione preliminare) possono essere svolte quelle operazioni che non prevedono la presenza dell’intera commissione(OM n°252 del 9 aprile 2016, art. 11).

Quali sono le condizioni perché un docente di sostegno possa essere nominato commissario interno dal Consiglio di Classe ?

Le condizioni che permettono di nominare un docente di sostegno come commissario interno agli Esami di stato sono esplicitate all’art. 5 del DM n. 6 del 17 gennaio 2007. Esse prevedono i seguenti casi:

“c.1. i docenti in servizio in istituti di istruzione secondaria superiore statali, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, con almeno dieci anni di servizio di ruolo, compresi in una graduatoria di merito nei concorsi per dirigente scolastico;

c.2. i docenti in servizio in istituti di istruzione secondaria superiore statali, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, con almeno dieci anni di servizio di ruolo, che abbiano svolto per almeno un anno nell’ultimo triennio, compreso l’anno in corso, incarico di dirigente scolastico;

c.3. i docenti in servizio in istituti di istruzione secondaria superiore statali, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, con almeno dieci anni di servizio di ruolo, che abbiano svolto per almeno un anno nell’ultimo triennio, compreso l’anno in corso, incarico di collaboratore del dirigente scolastico;

c.4. i docenti in servizio in istituti di istruzione secondaria superiore statali, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, con almeno dieci anni di servizio di ruolo, provvisti di laurea almeno quadriennale o specialistica;

c.5. i docenti in servizio in istituti di istruzione secondaria superiore statali, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, con almeno dieci anni di servizio di ruolo.

A chi compete la nomina dei commissari interni supplenti? A chi spetta la nomina dei commissari esterni supplenti ?

Si ricorda che non è consentito lasciare l’incarico di commissario per gli Esami di Stato, attività che si configura come obbligo inerente lo svolgimento delle funzioni proprie del personale direttivo e docente della scuola, a meno che non ci sino motivi di legittimo impedimento, debitamente documentati al dirigente dell’USR competente (DM n° 6 del 17 gennaio 2007, art 12). Il dirigente dell’USR provvede alla sostituzione dei soli componenti esterni tenendo conto, ove possibile, dell’elenco dei non nominati e dei criteri definiti dallo stesso DM. I commissari interni vengono invece sostituiti dal Dirigente scolastico (art. 16).


Cosa succede se un candidato deve assentarsi per gravi motivi personali durante le prove d’esame?

Ai candidati che, a seguito di malattia da accertare con visita fiscale o per grave documentato motivo, riconosciuto tale dalla commissione, si trovino nell’assoluta impossibilità di partecipare alle prove scritte, è data facoltà di sostenere le prove stesse nella sessione suppletiva. Coloro che siano stati assenti entro i tempi di svolgimento della seconda prova scritta hanno facoltà di chiedere di essere ammessi a sostenere le prove scritte suppletive, presentando probante documentazione entro il giorno successivo a quello di effettuazione della prova medesima (per i licei artistici il termine è fissato, per la seconda prova, al giorno successivo a quello d’inizio della prova stessa).Così i candidati assenti alla terza prova devono presentare tale documentazione entro il giorno successivo a quello stabilito per la prova stessa. In casi eccezionali, qualora non sia assolutamente possibile sostenere le prove scritte nella sessione suppletiva, i candidati possono chiedere di sostenere l’esame di Stato in un’apposita sessione straordinaria. La commissione, una volta deciso in merito alle istanze, ne dà comunicazione agli interessati e al Direttore generale o al Dirigente preposto all’Ufficio scolastico regionale competente. Se l’assenza si svolge durante il colloquio la commissione può disporre che esso si svolga in giorni diversi da quelli nei quali i candidati stessi sono stati convocati, purché non oltre il termine di chiusura dei lavori della commissione fissato nel calendario. In casi eccezionali, ove nel corso dello svolgimento delle prove d’esame un candidato sia impedito in tutto o in parte di proseguire o di completare le prove stesse secondo il calendario prestabilito, il presidente, con propria deliberazione, stabilisce in qual modo l’esame stesso debba proseguire o essere completato, ovvero se il candidato debba essere rinviato alle prove suppletive per la prosecuzione o per il completamento (art. 24 dell’OM n°257 del 4 maggio 2017).

In una commissione che lavora su comuni difficilmente raggiungibili si possono nominare due vicepresidenti?

L’art. 15  dell’OM n°257 del 4 maggio 2017 indica che in sede di riunione preliminare “Per garantire la funzionalità della commissione stessa in tutto l’arco dei lavori, il Presidente può delegare un proprio sostituto scelto tra i commissari, esterni o interni. Il sostituto è unico per le due classi-commissione, tranne casi di necessità che il Presidente dovrà motivare.”

Chi predispone le prove equipollenti ?

“Ai sensi dell’articolo 6 del D.P.R. 23 luglio 1998, n. 323, la commissione d’esame, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, relativa alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all’assistenza prevista per l’autonomia e la comunicazione, predispone per i candidati con disabilità prove equipollenti a quelle assegnate agli altri candidati. Tali prove equipollenti, in coerenza con il PEI, possono consistere nell’utilizzo di mezzi tecnici o modalità diverse, ovvero nello sviluppo di contenuti culturali e professionali differenti, ma comunque atti a consentire la verifica degli obiettivi di apprendimento previsti dallo specifico indirizzo di studi, al fine del rilascio del relativo diploma.” (art. 22 dell’OM n°257 del 4 maggio 2017).

Quando si deve effettuare lo scrutinio finale?

Ciascuna classe-commissione d’esame si riunisce, per le operazioni intese alla valutazione finale e alla elaborazione dei relativi atti, subito dopo la conclusione di tutti i colloqui, compresi quelli dei candidati che hanno sostenuto le prove scritte nella sessione suppletiva. (art. 26 dell’OM n°257 del 4 maggio 2017).

È obbligatorio sorteggiare l’ordine di precedenza delle classi per l’effettuazione del colloquio?

Durante la riunione plenaria o in una riunione successiva, appositamente convocata, le commissioni devono definire la data di inizio dei colloqui per ciascuna classe/commissione e, in base a sorteggio, l’ordine di precedenza tra le due classi/commissioni e, all’interno di ciascuna di esse, quello di precedenza tra candidati esterni ed interni, nonché quello di convocazione dei candidati medesimi secondo la lettera alfabetica. Nello stesso tempo si determina anche la data di pubblicazione dei risultati, che deve essere unica per le due classi/commissioni. Al fine di evitare sovrapposizioni e interferenze, i presidenti delle commissioni che abbiano in comune uno o più commissari interni possono concordare le date di inizio dei colloqui senza procedere a sorteggio della classe.

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