DGR Comunica

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Educazione alla cittadinanza e territorio piemontese

Anna Maria Poggi

(Presidente della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo e Professore ordinario all’Università di Torino)

L’istituzione scolastica oggi in Italia è sottoposta a pressioni di straordinaria intensità. Sono fenomeni sociali complessi e di carattere plurale. I numeri che parlano di immigrazione e integrazione, di dispersione scolastica e di recuperi negli apprendimenti sono numeri chiari solo a prima vista.

Dietro a questi macrofenomeni stanno una varietà di modificazioni nei reticoli sociali, nei background familiari, nei meccanismi di apprendimenti che sono difficilmente percepibili a livello statistico ma che sono del tutto evidenti a chi lavora oggi nella scuola.

Per questo motivo la Fondazione per la Scuola cerca di interpretare con coscienza il proprio ruolo di civica utilità articolando i propri interventi nel tentativo di sperimentare nuovi punti di “attacco”, nuove modalità per agganciare fenomeni sociali sfuggenti.

La dispersione scolastica, da un punto di vista teorico, pare essere come il gatto del cheshire di Alice nel paese delle meraviglie. Quando pensi di averne colto alcuni aspetti ed essere nella condizione di progettare un intervento efficace, il gatto scompare e resta solo il suo sorriso irridente a mettere in dubbio le tue certezze.

La Fondazione per questo sta rivedendo i propri interventi a carattere sociale, come le borse di studio o il proprio contributo nella realizzazione del programma provaci ancora SAM.

In particolare abbiamo cercato il confronto internazionale con il programma europeo Too Young To Fail per verificare quelle che sono le buone pratiche contro gli abbandoni precoci dei percorsi scolastici. Queste ci hanno mostrato come il pericolo esclusione scolastica sia sempre un fenomeno di carattere sociale e come tale vada affrontato cercando le relazioni positive tra peer relationships, school performances e, appunto, dropping out risk.

L’azione contro la dispersione scolastica per essere efficace deve però inserirsi in una pluralità di interventi di sperimentazione di nuove forme della didattica finalizzate all’acquisizione competenze attraverso quelle modalità spiccatemene interattive che le nuove tecnologie consentono. La peer education diviene così uno strumento efficace di integrazione sociale assumendo la forma di studio cooperativo attraverso la generazione di contenuti da parte degli studenti e la fertilizzazione incrociata tra nuovi media e metodologie tradizionali.

In questo quadro l’integrazione dei ragazzi di origine straniera diventa un’opportunità di interscambio culturale che può essere utilmente giocata per l’arricchimento dei modelli culturali autoctoni.

Anna Maria Poggi è professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico presso l’Università degli studi di Torino.

Dal 2009 Presidente della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo.

Già Vice-Rettore per il rilancio e lo sviluppo del Sistema Bibliotecario di Ateneo e per la gestione e il coordinamento dei rapporti istituzionali con gli enti territoriali (2007 – 2012) e Preside della Facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli Studi di Torino (2003 – 2009).

Coordinatore del Gruppo di esperti del Tavolo tecnico nazionale per l’attuazione del Titolo V in materia di istruzione e formazione professionale (incarico del 9 maggio 2007). Componente della Commissione di esperti per l’elaborazione di proposte di riforma costituzionale e della connessa legislazione elettorale nominata il 4 giugno 2013 dal Presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta.  Componente del gruppo di lavoro “Cantiere 1 – Docenti”, nominato nel 2014 dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, con il compito di elaborare proposte sul tema del reclutamento, della formazione e della valorizzazione delle professionalità dei docenti della scuola. Membro dell’Osservatorio delle Città Metropolitane – federalismi.it (a partire da luglio 2014).